Il progetto di architettura è sempre il progetto di una costruzione e non una produzione di immagini. Fra costruzione e immagine vi è la differenza che c’è fra la struttura materiale delle cose (ciò che le cose sono) e la loro apparenza (il modo in cui appaiono).
Il concorso per la riqualificazione di Piazza Micheli e l’area adiacente parte da queste convinzioni e cerca di renderle evidenti attraverso una proposta che sia il più possibile concreta. L’obiettivo principale del progetto è quello di creare un nuovo spazio urbano, tipologicamente identificato con una rinnovata piazza.
L’area di progetto è sempre stata ai margini del nucleo storico ma, come per tanti ampliamenti “fuori le mura” diventa un punto ideale alla concrezione di un nuovo spazio.
La possibilità dei terreni lasciati liberi all’esterno delle cinte difensive di tante città italiane ha reso possibile la nascita di aree fondamentali alle loro successive espansioni, l’ex pratum regium e la successiva Piazza del Duomo di Parma ne sono un esempio.
Mi è sembrato interessante proporre un’analogia tra la nascita dei luoghi a ridosso delle mura e l’area individuata dall’Amministrazione per un possibile progetto di riqualificazione perché ci permette di identificare immediatamente i principi che regolano l’intera composizione: la creazione di un nuovo luogo di aggregazione sociale, capace di accogliere, grazie alla sua dimensione, manifestazioni culturali e commerciali, e l’individuazione di tale area come porta di accesso a Berceto.
Queste due valutazioni hanno guidato le scelte progettuali nel loro svolgimento. Il fine per cui viene costruito un luogo, a sua volta generato dalle interazioni degli edifici (di cui le forme devono essere espressive), non è posto dagli architetti ma dalla collettività cui questo luogo è destinato.
Gli architetti devono prima di tutto riconoscerlo, poi realizzarlo e renderlo riconoscibile attraverso la costruzione. Per questo motivo la piazza è identificata prima di tutto da un recinto, elemento che costruisce nell’immaginario il luogo collettivo per eccellenza, formato da un muro in pietra – memoria del castello – che dalla quota 0.00 (806.7) si alza fino alla quota +300cm (809.7) per poi ridiscendere alla quota di +70cm (807.4).
Ma la piazza è riconosciuta ancora prima dagli edifici in cortina esistenti, che si affacciano e delimitano, senza nessun intervento, il nuovo luogo urbano. All’interno della piazza si colloca una costruzione a base quadrata, con pilastri rivestiti in pietra che sostengono una capriata lignea per ogni lato, con copertura in coppi e un piccolo basamento. L’analogia è con quelle strutture ludiche presenti nei giardini settecenteschi, al di sotto delle quali prendevano posto piccole orchestre, rappresentazioni teatrali ecc.
Il gazebo rappresenta il luogo di ritrovo a baricentro della nuova Piazza Micheli con la stessa funzione dei suoi archetipi: luogo di ritrovo in tutte le ore del giorno, luogo per le recite delle scuole durante le mattine, luogo per manifestazioni musicali e teatrali nelle serate estive, ma anche sede per mostre en plein air ecc.
La piazza, identificata come platea, è in grado di ospitare 350 persone sedute. Alle spalle del gazebo tre scalinate (ad altezza variabile perché su un piano inclinato) e una rampa portano al prolungamento di Via Mons. Lucchi che rappresenta la porta d’ingresso al paese.


Cliente
Muncipalità Berceto

Scopo del lavoro
Concorso Internazionale, 3° classificato

Team di progetto
RECS Italia – Pier Maria Giordani

Collaboratori
Stefano Recalcati, Carlotta Caggiati

Luogo
Berceto, Parma – Italia

Anno
2007