Il quartiere Zen di Palermo

Un modello urbano oggi molto comune è caratterizzato da un centro in cui gli utenti svolgono gran parte delle operazioni economiche della città e da più aree marginali, monofunzionali, nello specifico residenziali, spesso in stato di degrado fisico e sociale, con poca capacità attrattiva e su cui, nella maggior parte dei casi, le Amministrazioni non intervengono con progetti adeguati.

L’obiettivo del progetto proposto da RECS MAZARA è trasformare tali aree in quartieri attrattivi, renderle energeticamente autonome o attrezzarle per una migliore gestione delle risorse e dotarle di spazio pubblico adatto alle nuove funzioni.

L’obiettivo può essere raggiunto attraverso la progettazione e la sovrapposizione di due diversi tipi di infrastrutture:

  • La prima è una infrastruttura energetica in cui appositi impianti possono produrre energia da fonti rinnovabili e permettere una migliore gestione delle acque;
  • La seconda è una rete viaria, un’infrastruttura verde a forte presenza vegetale e dedicata alle mobilità dolci che mira ad aprire il quartiere, spesso isolato, alla città e a valorizzarne le risorse collegandole fisicamente ai principali percorsi urbani.

Uno dei dispositivi tecnici completamente stravolto e inserito nel contesto di riqualificazione urbana è l’impianto per lo smaltimento dei rifiuti (oggi il problema rifiuti è molto comune e le periferie spesso fungono da discariche). Tale impianto abbandona in questo caso la sua identità agricola e/o industriale per diventare un edificio pubblico. Il progetto potrebbe collocarlo, nel rispetto delle normative vigenti, in prossimità del quartiere e dei nuovi assi ciclopedonali.

La riqualificazione energetica delle aree marginali, intesa come trasformazione urbana e non solo come installazione di impianti, potrebbe invertire sia il ruolo sociale che quello economico del quartiere rispetto alla città, come anche l’immaginario, che oggi identifica le periferie come luoghi di degrado e talvolta di malavita più o meno diffusa.

L’idea, studiata a fondo dai progettisti e da uno staff di esperti nel settore energetico e dello smaltimento dei rifiuti, ha un forte grado di concretezza e l’impianto si pone così come edificio attraverso il quale attivare nuovi cicli economici ed attrarre all’interno del quartiere altre utenze, altri abitanti, altri interessi.

Il progetto è stato ideato dall’urbanista Nino Montalbano, di RECS MAZARA, in squadra con l’Arch. Zeila Tesoriere, fondatrice di InFRA Lab, unità di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo che indaga le modifiche in atto nel campo disciplinare della progettazione architettonica attraverso i rapporti tra architettura e infrastrutture.