nuovo progetto presentato all'amministrazione di Traversetolo

Pier Maria Giordani, Recs Architects, ha presentato in questi giorni un nuovo progetto alla Amministrazione di Traversetolo. Un nuovo concetto di spazio pubblico che già si preannuncia come “case study”. Stay tuned!


social media and architecture

Da un'idea di architettura allo storytelling sui social media

Ogni grande progetto nella nostra vita quotidiana fa riferimento a due pilastri fondamentali: un’idea e una storia derivante da quest’ultima.

Dare un senso ad un qualcosa che fluttua nella nostra mente, trasformarlo da astratto a concreto, essere in grado di farlo percepire a chi ci sta attorno sono spesso alcune fra le sfide più difficili che ci troviamo ad affrontare.

Sam Walton disse: “Non potete permettere che i vostri problemi siano un problema”.

Quando ci troviamo ad affrontare un problema (come nel nostro caso sopra descritto) la soluzione migliore è affidare il nostro “problema” a chi è in grado di risolverlo al meglio.

Da questa situazione nasce la figura dello storyteller. Lo storyteller è come un sarto a cui commissioni un vestito nuovo per un evento in cui vuoi assolutamente fare una buona impressione. Il sarto prende la stoffa, la taglia, la modella, la lavora e fa in modo che calzi alla perfezione alla persona che gli ha commissionato il lavoro. Lo stesso vale per lo storyteller, prende una serie di informazioni “grezze” e col proprio lavoro massimizza il risultato estetico di quanto si vuole raccontare. 

Le basi dello storytelling con i social media

La stesura del progetto può essere fatta in modi diversi, ma per il mondo digitale preferiamo creare immagini e video interattivi al fine di comunicare le idee in modo colorato. Pertanto, i social media sono lo strumento perfetto per conversare con la community. Ad esempio, YouTube è la piattaforma giusta per comunicare con i video, che possono essere brevi o lunghi (più di 20 minuti).

Inoltre, ti consigliamo di andare e iscriverti al nostro canale YouTube.

Le persone online sono lì per interagire, informarsi in base ai loro interessi, guardare e consumare ciò che amano, e per questi motivi bisogna fornire contenuti che alimentano la loro fame di conoscenza.

Creando contenuti visivi relativi al progetto, si crea supporto per la l’intera storia. È un dato di fatto, il pubblico è bramoso di informazioni ed è sempre alla ricerca di contenuti accattivanti. Contribuendo con coerenza si crea la community che successivamente si attaccherà al brand.

Una community è formata da persone sinergiche, modellata attorno a un modo di pensare e al valore offerto. La comunicazione è alla base, educando con la creazione di contenuti preziosi si ottiene visibilità e coinvolgimento che possono essere utilizzati per diffondere idee e influenzare il consumatore finale.

Coltivare una community è l’essenza dei social media perché tutto ruota attorno ad essa. Le persone curiose di qualcosa chiederanno ai loro simili e andranno in community specifiche per espandere le loro conoscenze. 

Social media nel mondo dell’architettura

Architetti, ingegneri e designer possono creare storie durante i loro progetti al fine di creare una linea di comunicazione con i futuri clienti e sviluppare relazioni. Rispondere alle domande e fornire informazioni preziose è la chiave per una crescita sociale e sostenibile.

I social media oggi fanno parte della nostra vita quotidiana e questo ha un impatto enorme su ciò che facciamo e su come percepiamo le cose intorno a noi. Infatti, come creatori, possiamo plasmare le nostre opere future per il piacere degli occhi e per una migliore partecipazione sociale. Strumenti come Instagram, Pinterest sono un must quando si tratta di raggiungere nuove persone e diffondere le nostre idee.

Queste piattaforme ci offrono così tanto come ad esempio un modo semplice per raccontare le nostre storie alle persone che contano per noi. Non essere sulle piattaforme giuste è una grande perdita di opportunità.

Sii nel posto giusto al momento giusto

Quante volte hai sentito questa frase? Questo vale anche per i social media, specialmente nell’ambito dell’architettura. Di seguito troverai una lista di dove potrai trovare ReCS Architects:

  • Instagram, la piattaforma adatta per foto visive, colorate, sia complesse e sia semplici, e di recente com brevi video;
  • Linkedin, un ambiente professionale per le comunicazioni aziendali;
  • YouTube, per video brevi e lunghi;
  • Facebook, una comunità interattiva più amichevole;
  • Pinterest, un luogo per scoprire idee.

Concludendo il nostro articolo, possiamo dire che al giorno d’oggi è fondamentale far parte delle conversazioni delle persone, specialmente quelle interessate all’architettura e al design. Siamo così connessi con nella nostra vita quotidiana e proprio per questo che dobbiamo essere presenti sulle diverse piattaforme e dare valore a chi ci segue. 


Parma. Citta’ di passo e di monumenti solitari

Pier Maria Giordani, CEO di RECS Architects, ha pubblicato con la prestigiosa casa editrice Lettera Ventidue di Siracusa il libro Parma. Citta’ di passo e di monumenti solitari.  Un omaggio alla sua citta’ natale e una personale visione delle vicende storiche della citta’, mai descritte prima. L’introduzione e’ del pluripremiato Prof. Aurelio Cortesi, mentre la post fazione e’ di Federico Acuto, figlio dell’indimenticato Prof. Antonio Acuto.

Ecco un estratto del capitolo cinque che tratta dello “Stradone”:

[…] Vi è infine un’altra constatazione da
fare che è il valore rilevante che occupa lo
Stradone nel racconto urbano di Parma,
inteso come rappresentazione costruita di
un rito settecentesco: il pubblico passeggio.

Non possiamo dimenticare ciò che per
il cittadino, nobile o borghese, di allora
era l’espediente più fruttuoso per le proprie
relazioni sociali. Guy De Maupassant
usa i boulevard parigini come sfondo di
molti dei suoi romanzi e in “Bel ami”
descrive, con grazia e precisione, i riti, le
usanze e i modi di vivere di una Parigi nella
quale appuntamenti e incontri s’intrecciavano
proprio durante le passeggiate in carrozza.

E allora poco importa delle caratteristiche
tecnico-descrittive dello Stradone
se non conosciamo il senso, ormai,
perduto di questo progetto: il viale era il
preciso luogo in cui la cultura e la vita si
rappresentavano.

Aldo Rossi scrive: “Io
credo che l’importanza del rito e la sua natura
collettiva, il suo carattere essenziale di
elemento conservatore del mito, costituiscano
una chiave per la comprensione del valore dei monumenti e per noi
del valore della fondazione della
città e della trasmissione delle idee
nella realtà urbana…

Poiché se il rito è l’elemento permanente e
conservativo del mito lo è anche il
monumento il quale, nel momento
stesso che testimonia il mito, ne
rende possibili le forme rituali.”

Lo stesso Stradone, il monumento
in cui si rendeva possibile il rito
“della vita pubblica”, oggi non è
altro che una strada a quattro corsie
su cui si viaggia in automobile.

Se è vero ciò che diceva Fustel de
Coulanges prima e Aldo Rossi poi,
vale a dire che modificando il ruolo
di alcune parti dell’attuale città
si perde il rito e quindi si trasfigura
il monumento, allora è evidente
che il senso dell’esistenza dello
Stradone, la cui struttura e le cui
forme erano alla base della comprensione
e della riconoscibilità
di una parte di città è andato perduto.

La trasformazione in una sorte
di circonvallazione nulla rappresenta ciò che era.
L’elemento che determinava una parte della città e del quale
si conosceva il significato è trasfigurato. È improbabile, per
chi non conosca la storia, risalire alle motivazioni originarie
che sono andate perdute nella vita reale. Diventa necessario
identificare questa non-corrispondenza tra la città di pietra
attuale, derivata da altri tempi, e l’uso che ne facciamo
come un rapporto non sincrono tra lo spazio e il tempo in
cui viviamo. Possiamo affermare che la città attuale subisce,
in molte sue parti, una diacronia spazio - temporale.

Guardate la vostra città. Han demolito le mura, hanno abbattuto
anche le centenarie alberate dei bastioni. Al suono dei
clarini il villano traversa in automobile le vostre strade. Polvere
che il vento solleva, polvere che ricade sulla polvere, in quel
deserto di memorie che è diventata vita…

Bruno Barilli, da “Il paese del melodramma”, 1929


RECS Architects come studio di riferimento per lo sviluppo della regione di Fergana, Uzbekistan

Siamo onorati che il governo dell'Uzbekistan abbia scelto RECS Architects come studio di riferimento per lo sviluppo della regione di Fergana. Noi ci impegneremo al massimo!


Il quartiere Zen di Palermo

Il quartiere Zen di Palermo

Un modello urbano oggi molto comune è caratterizzato da un centro in cui gli utenti svolgono gran parte delle operazioni economiche della città e da più aree marginali, monofunzionali, nello specifico residenziali, spesso in stato di degrado fisico e sociale, con poca capacità attrattiva e su cui, nella maggior parte dei casi, le Amministrazioni non intervengono con progetti adeguati.

L’obiettivo del progetto proposto da RECS MAZARA è trasformare tali aree in quartieri attrattivi, renderle energeticamente autonome o attrezzarle per una migliore gestione delle risorse e dotarle di spazio pubblico adatto alle nuove funzioni.

L’obiettivo può essere raggiunto attraverso la progettazione e la sovrapposizione di due diversi tipi di infrastrutture:

  • La prima è una infrastruttura energetica in cui appositi impianti possono produrre energia da fonti rinnovabili e permettere una migliore gestione delle acque;
  • La seconda è una rete viaria, un’infrastruttura verde a forte presenza vegetale e dedicata alle mobilità dolci che mira ad aprire il quartiere, spesso isolato, alla città e a valorizzarne le risorse collegandole fisicamente ai principali percorsi urbani.

Uno dei dispositivi tecnici completamente stravolto e inserito nel contesto di riqualificazione urbana è l’impianto per lo smaltimento dei rifiuti (oggi il problema rifiuti è molto comune e le periferie spesso fungono da discariche). Tale impianto abbandona in questo caso la sua identità agricola e/o industriale per diventare un edificio pubblico. Il progetto potrebbe collocarlo, nel rispetto delle normative vigenti, in prossimità del quartiere e dei nuovi assi ciclopedonali.

La riqualificazione energetica delle aree marginali, intesa come trasformazione urbana e non solo come installazione di impianti, potrebbe invertire sia il ruolo sociale che quello economico del quartiere rispetto alla città, come anche l’immaginario, che oggi identifica le periferie come luoghi di degrado e talvolta di malavita più o meno diffusa.

L’idea, studiata a fondo dai progettisti e da uno staff di esperti nel settore energetico e dello smaltimento dei rifiuti, ha un forte grado di concretezza e l’impianto si pone così come edificio attraverso il quale attivare nuovi cicli economici ed attrarre all’interno del quartiere altre utenze, altri abitanti, altri interessi.

Il progetto è stato ideato dall’urbanista Nino Montalbano, di RECS MAZARA, in squadra con l’Arch. Zeila Tesoriere, fondatrice di InFRA Lab, unità di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo che indaga le modifiche in atto nel campo disciplinare della progettazione architettonica attraverso i rapporti tra architettura e infrastrutture.