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    Città resilienti

    By admin | gen 4th, 2016 | Reblog | 0 Comments

    La tua città si può considerare RESILIENTE?

    Dal 2000 il numero di abitanti delle città è decuplicato. Nel 2025 una persona su cinque vivrà in megalopoli sempre più in rapida espansione. Per far fronte a questo fenomeno e per prevenire gli effetti delle catastrofi i governi di tutto il mondo sono chiamati a seguire il modello della città resiliente.

    Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 tre quarti della popolazione mondiale abiterà in città. L’espansione urbana e l’incremento delle nascite si concentreranno soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ciò nonostante, le autorità locali di tutto il mondo sono sempre più sensibili alla prevenzione degli effetti dell’aumento demografico, del cambiamento climatico e della sicurezza alimentare.
    La città resiliente è la risposta alla necessità di un ingente miglioramento della qualità ecologica, ambientale e della vita all’interno delle realtà urbane.

    “La resilienza – come definisce Judith Rodin, presidente della Rockefeller Foundation – è la capacità di un individuo, comunità, istituzione o sistema interno alla città di sopravvivere, adattarsi e svilupparsi fronteggiando scenari di crisi”. Recentemente è stata pubblicata sul Guardian la lista delle città più resilienti stilata dalla società immobiliare londinese Grosvenor. Le tre più virtuose per vulnerabilità e capacità di adattamento sono Toronto, Vancouver e Calgary (Canada). Al contrario ad Atene la mancanza di ossigeno nell’aria è dovuta all’assenza di alberi. Los Angeles  è priva di sistemi di sfruttamento dell’energia solare nonostante 300 giorni di soleggiamento l’anno. Bangkok è costantemente soggetta alle inondazioni.

    La tua città è pronta a diventare resiliente?

    La fondazione Rockefeller con il progetto 100 Resilient Cities finanzia i progetti che proteggono le città per renderle capace di adattarsi ai cambiamenti climatici in corso.

    Al fine di meglio comprendere questo concetto, Arup, con il supporto della Rockefeller Foundation, ha elaborato il City Resilience Framework:uno studio per comprendere la complessità delle città, identificare le aree di criticità e rischio, e le risorse disponibili per predisporre un piano di azioni e programmi che possano migliorarne la resilienza (Figura 1). L’obiettivo è anche di offrire un linguaggio comune e un framework condiviso che possa favorire le città nello scambio di esperienze e conoscenze.

    Il Resilience Framework si compone di 4 dimensioni a loro volta suddivise in 3 drivers:

    Health & Wellbeing (salute e benessere). Chiunque viva e lavori in città dovrebbe avere accesso a quanto necessario per sostentarsi e stare bene, realizzarsi. Questo obiettivo richiede disponibilità di beni e servizi di prima necessità (acqua potabile, riparo, ecc.), di servizi di welfare e opportunità di lavoro;

    Infrastructure & Environment (infrastrutture e ambiente). Si riferisce al sistema di strumenti, sia naturali che opera dell’uomo, che proteggono e connettono le risorse urbane consentendo il flusso di beni, servizi e conoscenze;

    Economy & Society. Il sistema economico e finanziario deve consentire agli individui di vivere pacificamente e agire collettivamente;

    Leadership & Strategy.
    Si riferisce ai processi che promuovono programmi inclusivi di decision-making, l’empowerment degli stakeholders e strumenti di pianificazione integrata.

    Complessivamente, questi 12 driver costituiscono la capacità di resilienza di una città rispetto a shock e stress.

     

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